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martes, 3 de julio de 2012

Idealismo quijotesco

Encuentro en Il Foglio unas palabras de Vargas Llosa, que pueden leerse a continuación, en la que culpa al Quijote del idealismo en que han caído los gobernantes hispanoamericanos en los últimos siglos.
Pero, en la novela don Quijote es derrotado y vuelve a la realidad. Por tanto, el juicio de la novela no es del todo positivo hacia esa literaturización de la existencia.
Por otra parte, el protagonista de la novela no es solo don Quijote, sino también Sancho, contrapunto constante de su amo (contrapunto, no enemigo).
Don Quijote es un personaje extremadamente complejo. No resiste la simplificación. Por ejemplo, si hablamos de gobierno y de política, los consejos que ofrece a Sancho para su mando en la Ínsula Barataria son extremadamente sensatos (bien podía asumirlos más de un político). 
Ese tipo de creyente dogmático del que habla Vargas Llosa no es solo aplicable a los gobernantes hispanoamericanos. ¿Y el comunismo? ¿Y el fascismo? ¿Y el nazismo? Las utopías totalitarias han sido muy relevantes en la Edad Contemporánea, y dudo que podamos situar en el Quijote uno de sus gérmenes.
Vargas Llosa arremete contra el dogmatismo, contra las ideologías que dan la espalda a la realidad. Pero en la misma entrevista se muestra partidario del aborto; sostiene por tanto una posición ideológica que contradice el veredicto del microscopio.

Vargas Llosa scrive: “Per quattro secoli di storie, centinaia e centinaia di lettori di lingua spagnola hanno deciso che Don Chisciotte esprime in modo più intenso e fedele di qualsiasi altra creazione letteraria ciò che siamo, ciò che pensiamo, ciò che creiamo e ciò in cui crediamo”. Sottolineando la straordinaria influenza che ha sempre esercitato il Don Chisciotte su tutti gli autori che scrivono in spagnolo, Vargas Llosa ci spiega: “Don Chisciotte rappresenta l’individuo più perfetto di tutta la cultura spagnola. Quando si trova costretto a una scelta tra il mondo reale e il mondo ideale, sceglie quello ideale. Al centro stesso delle tragedie di Don Chisciotte, e di tutte le sue drammatiche esperienze, sta la sua incapacità di accettare il mondo così com’è, cosa che lo porta all’ossessiva mania di sostituire il mondo reale con una costruzione puramente mentale, morale e letteraria. Fatto davvero strano, ciò che più ammiriamo in Don Chisciotte è proprio la sua assoluta incapacità di essere una persona realistica. Penso che questo spieghi perché, nel corso degli ultimi quattro secoli, abbiamo avuto non soltanto molti straordinari pittori, musicisti, poeti e scrittori, ma anche altrettanti politici assolutamente incapaci”. Vargas Llosa fa una pausa, e poi ci dichiara solennemente qual è, a suo giudizio, la principale ragione di tutte le difficoltà e le tribolazioni del mondo di lingua spagnola: “La nostra preferenza per l’irrealtà è precisamente ciò che spiega perché abbiamo fallito sul piano storico, sociale ed economico”.


Vargas Llosa aggiunge che coloro che “preferiscono l’irrealtà” rimangono abbagliati dalla fanatica personalità di Don Chisciotte. E spiega: ”Don Chisciotte è animato dalla visione del tipico credente dogmatico. E’ il detentore assoluto della verità, incapace di imparare dai propri errori, di avere dubbi, o di accettare che la ragione e l’intelligenza possono essere talvolta strumenti migliori della fede e della passione per comprendere la realtà. E per quanto la sua visione sia magnifica e piena di altruismo, è pur sempre irrealistica”. Quale insegnamento i politici possono trarre da Don Chisciotte? “Che non è un buon modello per un politico, ma una figura mitologica, che si può ammirare soltanto da lontano”. Perché? “Don Chisciotte è l’antitesi stessa di un buon politico, il quale deve essere una persona pratica, avere buon senso, essere flessibile e tollerante, e saper fare concessioni per raggiungere un consenso”. D’accordo, e osservando il mondo di questi ultimi anni, qual è il politico che assomiglia di più alla figura del Don Chisciotte? “Beh, per molti, troppi, anni un sinistro Don Chisciotte sulla scena mondiale è stato Fidel Castro. Un fanatico, privo di ogni realismo. Ha distrutto il proprio paese con la sua visione ideologica del mondo – e a che scopo?”.

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